Sentiero Torti, a strapiombo sul lago di Garda

Sentiero Torti, a strapiombo sul lago di Garda

Sentiero Torti, tra cielo e lago.

Così vicino, così misterioso, il Sentiero Torti è una delle mete più affascinanti per gli escursionisti esperti che sanno andare in cordata, perché sul Sentiero Torti è obbligatorio andare in cordata!

Il tracciolino denominato Sentiero Torti – Foto di Corrado Corradini

Il sentiero è un tracciolino realizzato agli inizi del XX secolo che con molta probabilità serviva da ricognizione per verificare la fattibilità di una strada che collegasse Pregasina (Riva del Garda), in Trentino, a Limone, in provincia di Brescia. Progetto mai ultimato, ma ciò che resta è una delle opere artificiali più belle che l’uomo abbia realizzato sull’alto lago di Garda. L’opera si snoda seguendo l’orografia della scogliera, poco più stretto di un metro in alcuni punti non supera il metro e ottanta di altezza. Quindi il casco è assolutamente necessario, non solo per le eventuali capocciate ma anche per l’eventuale caduta di sassi.

Il Ponale visto dall’imbocco del Sentiero Torti – Foto di Corrado Corradini

Il nostro gruppo di quattro persone: Cristina Donini, Daniela Bhossart, Roberto Amadori (Roger), Corrado Corradini. Lasciata la macchina in una piazzola di sosta in prossimità delll’ex ristorante “La Trota”, poco prima di Riva del Garda, e avventurandosi sul sentiero Antica Via del Ponale che sale a Pregasina ci si avvia lentamente a guadagnare l’incrocio per imboccare il sentiero Torti.

Antica Via del Ponale – Foto di Roberto Salvadori.

La giornata è meravigliosamente splendente e tersa. Il blu del cielo fa da contrappunto al blu del lago ed il verde del bosco è al suo massimo splendore, i temporali notturni hanno spazzato via il biancore lattiginoso e tutto è terso. Scendiamo verso l’imbocco del sentiero e qualche timore serpeggia tra i pensieri ma, indossato l’imbraco, tutto svanisce.

Cristina apre la via e Roger assicura Daniela. – Foto di Corrado Corradini

Cristina apre il percorso assicurando Daniela che con molta cautela la segue. Roger è il capo della seconda cordata, lasciando Corrado al recupero dei rinvii. Procediamo con calma, il panorama è talmente bello che non vale la pena di affrettarsi, una giornata così è impagabile. Dietro di noi si stanno avvicinando due escursionisti che dopo poco ci raggiungono. Procedono senza corda e questo ci lascia alquanto perplessi. Ci chiedono aiuto e Roger li assicura alla nostra cordata, il gruppo cresce. Nel CAI non si lascia mai nessuno da solo.

Roger assicura i nuovi arrivati – Foto di Corrado Corradini

Proseguiamo con una cordata più lunga, ora siamo in sei: cordata a due, Cristina e Daniela; cordata a quattro i due ospiti (padre e figlia) Roger apre, i due di Vicenza in mezzo e Corrado recupera. In alcuni tratti lo spazio e veramente poco, il sentiero si restringe sempre di più, acqua e vento nel tempo hanno sbriciolato le parti più esposte e si procede molto lentamente. Là dove non si restringe si abbassa costringendoci a camminare curvi, ma il panorama è talmente suggestivo che vale la pena procedere con calma.

 

Il sentiero Torti in uno dei punti più bassi – Foto di Roberto Salvadori.

Ogni tanto Roger preso da raptus fotografico si sporge per cogliere la velocità dei windsurf che sfrecciano sotto di noi. Gli chiedo quanto è alto lo strapiombo e con la sua solita ironia mi dice: “Credo oltre i duecento metri”. Sotto di noi il lago, sopra di noi una gigantesca massa di roccia compatta. Ci godiamo questo momento di beata tranquillità e procediamo verso il punto più critico.

Windsurf sfrecciano verso Capo Reamol – Foto di Corrado Corradini.

Dopo uno stretto canalone arriviamo nel punto in cui il sentiero non esiste più, una frana ha portato via la traccia e dobbiamo affidarci al cordino di sicurezza. Cristina e Daniela passano per prime, noi osserviamo per capire come muoverci e dove mettere i piedi. Prima Roger, poi il padre della ragazza, la ragazza ed infine io, che oltre a capire come fare devo alche recuperare i rinvii. Roger mi suggerisce dove attaccare i moschettoni, dove mettere i piedi, come usare le mani… Allorchè con molta calma sbotto e gli dico di stare zitto! due manovre ed infine sono passato.

Roger assicura la cordata – Foto di Corrado Corradini.

Dopo questo passaggio il Sentiero Torti si allarga e la vegetazione è più fitta, scendiamo progressivamente e l’aria si fa più tiepida, il sole scaldando le rocce fa salire una corrente calda e avvolgente. Arriviamo all’incrocio del sentiero che porta a Pregasina, è ora di togliere l’imbrago e di rifocillarci, ritorniamo dalla strada statale passando per le gallerie, ogni tanto qualche windsurf si avvicina alla riva tentando di virare all’ultimo momento. Non a tutti riesce e il bagno è assicurato. Tra il vento del lago e i rumori del traffico delle gallerie Roger mi dice:”Ti offro la pizza… ma quella al taglio s’intende”.

Materiale: imbrago basso, casco, 7/8 rinvii, 30 m di corda.

Roberto Amadori (Roger)

Cristina Donini

Daniela Bhossart

Corrado Corradini

 

Corrado Corradini

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