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Peru del Nord: da Lima a Trujillo

Da Lima a Trujillo: vita e morte nel deserto

Antichissime culture

Seconda puntata

Da Lima a Trujillo, il nostro itinerario ci porta verso Nord lungo la fascia costiera, caratterizzata dalla presenza nelle acque del Pacifico della corrente di Humbolt. La corrente fa si che la temperatura dell’acqua, lungo la costa occidentale del Sudamerica, sia mediamente inferiore di 7°- 8° rispetto alla temperatura dell’acqua alla stessa latitudine nelle aree oceaniche più lontane dalla costa.

Questo provoca anche un abbassamento della temperatura dell’aria, riducendo le precipitazioni e facendo in modo che le aree costiere siano aride, desertiche, ma molto umide e nebbiose. In effetti Lima è avvolta in una fitta nebbiolina, la “garua” per otto mesi l’anno.
Le isole che punteggiano la costa, a loro volta, grazie alla presenza di questa corrente fredda, ospitano uno degli ecosistemi marini più produttivi al mondo favorendo una straordinaria abbondanza di uccelli marini, mammiferi e pesci.

Isole Ballestas – Scoglio sovraffollato

Isole Ballestas – Leoni marini

Nonostante la presenza del deserto in tutta la fascia costiera peruviana, almeno un terzo della popolazione si concentra nella capitale, una metropoli di 10 milioni di abitanti che si affaccia sul Pacifico. Una piccola parte di abitanti gode di una posizione invidiabile, nei quartieri di Miraflores o di San Isidro, sull’alta scogliera a picco sull’oceano.

Una moltitudine di campesinos, arrivati in massa negli ultimi anni, ha invece spopolato le zone rurali andine ed è venuta a cercare fortuna in città e a gonfiare il numero di persone che vivono nelle baraccopoli a ridosso della zona portuale e nelle periferie di Lima.

I nuovi sfruttati sono spesso costretti ad accettare lavori precari e mal pagati: chilometri e chilometri di stamberghe prive di acqua, elettricità e dei più elementari servizi igienici.

Miraflores, uno dei quartieri più eleganti di Lima

Desolante periferia di Lima

Uscendo da Lima seguiamo la Panamericana Norte: la catena delle Ande attraversa da Nord a Sud il paese per oltre 2000 chilometri.

Tra le Ande e l’oceano nella fascia pianeggiante desertica le uniche zone coltivabili sono le strette valli fluviali, che attraversano la cordigliera da Est a Ovest portando fertile limo durante la stagione delle piogge.

In una di queste valli, quella del fiume Supe, è nata 5000 anni fa la civiltà di Caral, la più antica del Sud America.
Il sito monumentale, scoperto solo negli anni ottanta, sorge in un spianata di sabbia e roccia dall’aspetto lunare, dove le temperature vanno oltre i 35 gradi e il tempo sembra essersi fermato.

Qui ci sono le vestigia di antiche piramidi a gradoni, che, curiosamente, risalgono allo stesso periodo della civiltà egizia e mesopotamica.

Altrettanto avvincenti sono le figure scolpite sulle mura megalitiche del secondo millennio a.C. che circondano il centro cerimoniale di Sechin, circa 300 chilometri più a nord di Caral, nella valle del fiume Casma.

Feroci guerrieri armati e sacerdoti minacciosi (caratterizzati nell’iconografia dagli occhi aperti, a simboleggiare la vita) sovrastano le povere vittime sacrificali (con occhi chiusi, simbolo di morte), di cui si vedono le teste mozzate, le membra scomposte, immortalate in smorfie di terrore probabilmente a eterno monito nei confronti dei nemici passati e futuri e a lode della stirpe trionfatrice.

Le mura megalitiche: particolare

Rituali di vita e morte a Sechin

Peru del Nord: arrivo a Lima

Arrivo a Lima tra colori e profumi di cucina

Corso di cucina peruviana

Prima puntata.

Arriviamo a Lima con il volo alle 6.00 di mattina. Poiché il tour “Perù del Nord” parte il giorno successivo il problema è cosa fare dopo un po’ di necessario riposo.

Visto che non è la prima volta nella metropoli sudamericana, scorriamo i siti internet che propongono escursioni brevi nella capitale, alla ricerca di qualcosa di non troppo ordinario. Niente di meglio che un corso di cucina peruviana con degustazione dei piatti cucinati.

Veniamo prelevati in hotel e la guida ci porta subito in centro: il primo passo è fare acquisti in un colorito mercato con la lista fornita dallo chef: verdura, carne, pesce e una quantità  incredibile di frutta tropicale locale.

Quanti tipi di patate e mais di colori brillanti si vedono sui banchi del mercato… La guida ci spiega che in Perù ci  sono almeno 3250 specie di patate e più di 50 tipi di mais diversi!!!

Filetti di corvina. ottimi per ceviche

Coloratissimi peperoncini piccati

Durante il tragitto la guida ci informa che una parte dei proventi del corso di cucina saranno destinati a varie ONG che lavorano su progetti sul territorio, in aiuto a situazioni di necessità della popolazione locale. Ci ritroviamo infine in una cucina attrezzata; ci vengono distribuiti grembiuli e cappelli e  assegnati i vari compiti.

Davanti a tagliere e coltelli noi due italiani e due buongustai americani di Atlanta eseguiamo fedelmente le direttive dello chef, che cerca di spiegarsi in un inglese molto spagnoleggiante infarcito di termini culinari francesi e italiani.

La tavola è elegantemente apparecchiata con calici di chicha (bevanda elaborata a partire da una varietà di mais di colore viola scuro, maiz morado in spagnolo, che si coltiva intensamente nella Cordigliera delle Ande).

I cuochi soddisfatti

 

 

 

 

 

 

C’è anche il risultato finale del lavoro di équipe:

  • Banane fritte e chicchi di mais  tostato con salsa dolce e salsa piccante
  • Ceviche  di pesce (pesce crudo marinato)
  • Meraviglioso piatto di frutta tropicale
  • Lomo saltado (manzo saltato con soya)

Ovviamente dulcis in fundo degustazione dei manicaretti peruviani.

Ceviche

Lomo saltado