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Parco Huascaran: picchi nella vallata Huacrapasca

Huascaran, ai piedi del gigante

Perù del Nord: Huascaran, ai piedi del gigante.

Tra lagune turchesi e natura incontaminata, curiosità in alta quota: acqua gasificata e Puya raimondi
Ottava e ultima puntata

Dopo il pernottamento a Monterrey ci prepariamo a salire ancora più in alto, con beveroni a base di foglie di coca consumata in piccoli posti di ristoro.
Spero vivamente di non ripetere la spiacevole esperienza del mal di montagna provata nel precedente viaggio in Peru, dopo l’attraversamento di un passo a oltre 5000 metri e la ridiscesa al lago Titicaca, dove la notte fu un vero incubo, superato solo con l’aiuto della provvidenziale bombola di ossigeno del nostro hotel.

Gli ultimi giorni del viaggio sono dedicati al gigante Huascaran. Attraversiamo il Callejon de Huaylaz, la valle che corre ai piedi della Cordillera Blanca per arrivare alle lagune di Llanganuco, a 3900 metri di altitudine, due gemme di colore turchese ai piedi del massiccio, il più alto del Peru con i suoi 6768 metri. Qui si innalzano montagne tra le più elevate del pianeta, dopo l’Himalaya.

Tra la gialla erba ichu e la laguna scorrono in mille rivoli le acque di fusione dei ghiacciai soprastanti e in questo mescolarsi di terra e acqua pascolano lama, vacche e pecore in pacifica convivenza.
Ai bordi della laguna convivono piante grasse, bromeliacee, totora (usata dagli Uros del lago Titicaca per costruire capanne e barche), e erbe di palude, innaffiate da innumerevoli cascate che precipitano da pareti incredibilmente verticali.

Parco naturale Huascaran: cavalli allo stato brado.

Parco naturale Huascaran: laguna Llanganuco

Sul Huascaran la nostra guida, Carlos, ha recentemente accompagnato un gruppo del C.A.I. di Aosta durante una spedizione. Con partenza da Cashapampa e passando per Punta Union, hanno fatto 9 giorni di trekking, di cui 3 di acclimatamento, sulle pendici di questo gigante. Al seguito si sono inerpicati con loro fino a 5200 metri anche vari portatori, alcuni cavalli e 25 muli, che hanno trasportato viveri, tenda da campo e tende personali.

Huascaran: è visibile la zona di distacco della disastrosa frana nel 1970

Huascaran non è solo una meravigliosa montagna. Nella memoria degli abitanti di Yungai il nome richiama la tragedia del 1970, quando in seguito a un pauroso terremoto una intera parete si è staccata, precipitando a valle e seppellendo sotto metri di fango, neve e ghiaccio l’intero paese, con un disastroso bilancio di 25000 morti.
La ricompensa per la resistenza in alta quota è una succulenta serata “Chez Patrick”, a Monterrey, dove in un fantastico “filet au roquefort” e in un altro “filet mignon” gustiamo il felice connubio tra le arti culinarie di stampo francese della nonna di Patrick e la cucina locale. Ovviamente l’aperitivo è a base di Pisco Sour.

Parco naturale Huascaran: laguna nella vallata Huacrapasca

Durante l’ultimo giorno del tour, sul tragitto Huaraz – Lima facciamo ancora una lunga sosta nel parco del Huascaran prima di scendere definitivamente dalla Cordigliera, addentrandoci nella vallata Huacrapasca, che porta al ghiacciaio Pastoruri. Qui l’unico segno della presenza umana sono i recinti per il ricovero degli animali e le piccole capanne di pietra con il tetto di erba ichu, che fumano nell’aria fredda e tersa del mattino.
Saliamo lentamente fino a circa 4300 metri in un paesaggio incontaminato per ammirare qualcosa di veramente peculiare per questo paese: è la Puya Raimondi, una bromeliacea stranissima, che vive solo a queste altitudini, punteggia i pendii brulli della Cordigliera, da lontano assomiglia vagamente al cipresso e fiorisce dopo 100 anni dalla nascita, per poi morire.

Parco naturale Huascaran: capanne di erba ichu

Parco naturale Huascaran: esemplari di Puya Raymondi

Qui la magnificenza della natura si manifesta nelle lagune che rispecchiano cime di oltre 6000 metri, nei ghiacciai che si vedono scintillare al sole, nel ribollire di acqua gasificata, che crea una sorta di piccolo geyser e che lascia sul terreno pieno di rivoli dei depositi minerali dai colori più diversi.
Di fronte a tanta grandezza, la mia percezione in quanto piccolo essere umano si concretizza in un senso di pochezza e insignificanza.

Parco naturale Huascaran: marchiatura e vaccinazione del bestiame

Ritornando faticosamente sui nostri passi assistiamo a uno spettacolo inatteso: un gruppo di campesinos all’interno di un recinto in pietra cattura gli esemplari della mandria di bovini uno dietro l’altro per procedere a marchiatura o somministrazione di vaccino. Gli animali vengono di volta in volta catturati da almeno cinque uomini, legati e immobilizzati e infine liberati con loro grande sollievo.
Con noi, a godere dello spettacolo, anche un’anziana con il nipotino che però preferisce armeggiare con un telefonino…

Pisco sour: imperdibile