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DOMENICA 23 GIUGNO Escursione dal Gaver ai Laghetti e al Monte Bruffione

dalla piana del Gaver, 2 itinerari:

– Laghetti di Bruffione e Passo Brealone, 2109m – 750m di dislivello – diff E.

– Monte Bruffione, 2665m. – 1200m di dislivello – diff. EE

Ritrovo ore 6,15 al parcheggio Ripa a Roe’ Volciano con partenza ore 6,30

acc.  Arialdo Goffi 335.1775723 e Piero Rosa

Info e iscrizioni cell Cai Salo’ 338.3087081 o 0365.520101 (venerdi’ ore 20,30-22)

29-30 GIUGNO, CIMA PRESANELLA apertura iscrizioni

Data anticipata rispetto al calendario annuale escursioni!

Escursione Alpinistica con Guida Alpina

da Vermiglio (Tn)

1° gg pernotto al Rifugio Denza – disl. 400 m – tempo totale ore 2 – diff. E.

2°gg Cima Presanella – disl. 1260 m. in salita, 1660 m. in discesa – tempo totale ore 9 – diff. A.

Iscrizioni a numero chiuso

Info e iscrizioni cell Cai Salo’ 338.3087081

 

 

 

19 MAGGIO Peonia Tour 2019, da Cima Comer al Monte Denervo

da Briano, frazione di Gargnano

DISLIVELLO COMPLESSIVO: 650 m. – tempo totale ore 4,30 – diff. E.

QUOTA MASSIMA: Monte Denervo 1459 m.

PARTENZA: ore 8 a Salo’ parcheggio centro agricolo, ore 8,30 presso p.le Boldini a Gargnano, h.9,00 presso baita Alpini a Briano
RIENTRO: a Briano è previsto per le ore 15,30 circa.

in caso di maltempo l’ escursione verra’ rinviata a domenica 26 maggio

info e iscrizioni Cai Salo’ cell. 338.3087081 o 0365.520101 (mart-ven dalle 20,30 alle 22)

acc. Franco Ghitti 347-9366012 – CAI Salò 338-3087081

DOMENICA 2 GIUGNO Giornata al Parco delle Fucine di Casto, per tutti.

DOMENICA 2 GIUGNO

PARCO DELLE FUCINE DI CASTO

ATTIVITA’ PER TUTTI

Camminate, ferrate, ponti tibetani, zip-line,

pic-nic, pranzo al rifugio, cascate e laghetti.

Giornata adatta a tutti, anche famiglie. Molteplici attivita’. Camminate lunghe o brevi.

Possibilita’ di percorrere la facile ferrata della Stretta di Luina. A pagamento, affitto del materiale necessario: casco, imbrago, guanti con accompagnamento istruttori del parco.

Pranzo al rifugio al costo di 10 euro solo su prenotazione anticipata, altrimenti pranzo al sacco.

INFO e iscrizioni cell 338.3087081

tel. 0365.520101 mart/ven 20.30-22.00

DOMENICA 28 APRILE Escursione al Forte di Cima Ora, sopra il lago d’ Idro

dal Portico di Monte Suello a 600 msl, sulla strada per Bagolino.

DISLIVELLO COMPLESSIVO: 1000 m. – tempo totale ore 6 – diff. EE.

QUOTA MAX: 1548 m. del Monte Breda

PARTENZA: ore 7 dal parcheggio centro agricolo a Salo’ , oppure ritrovo ore 7,30 a Idro

acc. Luca Agosti di FortidelGarda.it e Lia Cerutti

info e iscrizione Cai Salo’ cell 338.3087081 o 0365.520101 (ven. dalle 20,30 alle 22)

 

Peru del Nord: Pietre che rievocano un passato lontano

L’ecosistema andino e i suoi abitanti

Perù del nord, pietre che rievocano un passato lontano

settima puntata

Risalendo su strada sterrata al di sopra della città di Cajamarca ci ritroviamo a 3500 metri di altitudine a Cumbemayo.

È una foresta pietrificata di rocce vulcaniche levigate dal vento ed erose dall’acqua, in cui torrioni di varie dimensioni e altezze, ricoperti di muschi, licheni e piante epitife danno la sensazione di un luogo magico.

Durante il trekking nella vasta area archeologica posso dare sfogo all’immaginazione osservando le forme capricciose che la pietra assume.

Cajamarca: sito di Cumbemayo

Cajamarca: Frailones di Cumbemayo

Cumbemayo è anche la testimonianza di una grande opera di ingegneria idraulica della cultura preincaica di Cajamarca: qui possiamo ammirare un manufatto che risale al 1200 a.C.

Si tratta di un acquedotto scavato nella viva roccia, dotato di un ingegnoso sistema di curve e deviazioni ad angolo retto che servivano a rallentare la corrente e di una pendenza perfetta tale da garantire alla città un flusso costante di acqua.

L’acqua è l’elemento che dà unità al luogo, con gli altari sacrificali ad essa dedicati, i vari petroglifi e figure antropomorfe che si vedono un po’ ovunque.

Cajamarca: petroglifo dal sito di Cumbemayo

Cajamarca: sito di Cumbemayo, perticolari dell’acquedotto

Cajamarca: un tratto dell’acquedotto a Cumbemayo

A pochi chilometri da Cajamarca c’è poi un altro sito che mi ha molto suggestionato: si tratta della necropoli di Otuzco, dove, in più di tre cento nicchie scavate nella roccia viva, gli abitanti della città hanno dato sepoltura ai loro morti dal 1130 a.C. al 1240 d.C.

Cajamarca: necropoli di Otuzco, particolare

Cajamarca: necropoli di Otuzco

Nella regione, nelle vicinanze di Cajamarca il territorio offre una formidabile risorsa in grandi miniere come quella a cielo aperto di Yanacocha, la più grande del Sud America.

L’oro fornisce al Peru il 10 % in termini di valore sulle esportazioni. Peccato che sia gestito da stranieri…

Yanacocha, per esempio appartiene alla Newmont corporation. Li, tra i 3000 e i 4000 metri di altitudine i minatori estraggono minerale in grosse quantità: questo è lavoro retribuito per molti indigeni, ma l’impiego di cromo e mercurio significa anche avvelenamento delle falde acquifere tanto che nella località di Conga, dove pure le prospezioni hanno rivelato una ricca vena aurifera, i movimenti ambientalisti sono riusciti a far desistere le multinazionali già pronte allo sfruttamento.

Simbolo della resistenza è stata Maxima Acuna, agricultrice, che è riuscita a suon di battaglie legali a conservare i suo terreno, oggetto di desiderio della Newmont, che lo rivendicava in quanto facente parte di un progetto di espansione di Yanacocha approvato dal presidente peruviano.
Quando la partita è a questi livelli, in gioco ci sono non solo interessi personali, ma la sopravvivenza dell’ecosistema andino, essenziale per popolazioni povere come quelle presenti a queste altitudini .

Dal punto di vista etnico quasi la metà della popolazione peruviana è costituita da indios, insediati soprattutto sulle alte terre, seguiti dai meticci, che popolano i centri costieri, dai creoli, l’elite del paese, che vivono nelle città e da piccole minoranze di neri e mulatti.

Nel perù del nord le etnie andine più diffuse sono i Quechua e gli Aymara. Ambedue assomigliano agli abitanti del Tibet: di statura bassa, hanno pelle giallo-bruna, cotta dal sole, zigomi alti, capelli lisci e neri, spesso occhi a mandorla e torace molto sviluppato.

Sull’altopiano andino, la popolazione vive prevalentemente in piccoli villaggi di pastori e contadini, costituiti da povere capanne in adobe, mattoni di paglia e fango.

Vertici dell’organizzazione locale sono i centri che hanno i vari servizi sociali: la chiesa, l’ambulatorio, il mercato, e il più importante, dove ho visto le file più lunghe, l’ufficio che distribuisce ai più poveri il sussidio di circa 40 dollari al mese che permette loro di sopravvivere…

GIOVEDI 25 APRILE Escursione nella vallata di Costa di Gargnano

da Costa, frazione montana di Gargnano

DISLIVELLO COMPLESSIVO: 500 m. – tempo totale 4,30 – sviluppo 12 km – diff. E

PARTENZA: ore 7,30 parcheggio centro Agricolo di Salo’, ore 8 a Gargnano piazzale Boldini, ore 8,30 Costa

RIENTRO: ore 14,30 circa da Costa

Partecipazione libera

acc. Franco Ghitti 347.9366012 e Cai Salo’ 338.308701

Info e iscrizione cell. 338.3087081

 

Peru del Nord: da una cordigliera all’altra

Cajamarca e la morte dell’ultimo imperatore Inca

Percorso da brividi

Sesta puntata
Domenica dedicata ad un nuovo attraversamento delle due catene della Cordigliera, da Est a Ovest su strada da brividi, stretta, in parte in terra battuta e in vari punti su fondo di fango, che serpeggia su per la montagna costeggiando burroni avvolti nella nebbia, da cui ogni tanto emergono esseri umani e animali che anche in questo habitat estremo sono riusciti a ritagliarsi un minimo di spazio vitale.

Gli incroci di veicoli sono estremamente problematici e guardare dalla parte dello strapiombo mi mette le vertigini;  mi consola che, partendo presto, sarà improbabile incontrare qualcuno proveniente dalla parte opposta.

Peru: pendici della cordigliera occidentale

Peru: pendici della cordigliera orientale

Ogni tanto qualche tratto franato ci obbliga ad evitare mucchi di detriti a monte della strada e a guardare con un po’ di preoccupazione a valle, dove ampie voragini si aprono a poca distanza dalle gomme del nostro pulmino.

Quando la nebbia si dirada i panorami sono mozzafiato. Dopo il passo Calle Calle, in alcuni punti si intravede il fondo valle con le larghe anse del fiume Maranon, dal colore del fango e gonfio per le recenti piogge.

 

Il viaggio ci ha portato da Leymebamba a Cajamarca attraversando prima la cordigliera Orientale e poi quella Occidentale, scendendo nella valle che divide le due catene a Balzas, dove il caldo torrido é intorno ai 35 gradi e affrontando due passi rispettivamente di 3600 e 3126 metri di altitudine , non senza avere sostato per un trekking al sito Kuntur Wasi (“la casa del condor” in quechua).

Sito di Kuntur Wasi: la clessidra

Sito di Kuntur Wasi: stele cerimoniale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cajamarca é stata una delle città più importanti dell’impero Inca.

L’origine del clan Inca si perde nel tempo: quello che è certo è che Pachacuti nel 1463 dà inizio a una monarchia assoluta e teocratica.

Con questo condottiero il Tauhantinsuyu (che significa “i quattro quarti insieme”, a indicare la vastità dei territori dove le culture preincaiche sono state sottomesse) diventa un impero che occupa gran parte dell’America meridionale.

Vengono costruiti templi dedicati a Inti, il dio sole, per legare spiritualmente i popoli battuti, fortezze a difesa del territorio, palazzi, una rete viaria adatta a comunicare in tempi brevi e un sistema di irrigazione efficiente per la produzione agricola: in breve, una perfetta macchina di conquista e di potere.

Gli Incas hanno sottomesso i popoli che li hanno preceduti, ma gli Spagnoli si sono serviti degli sconfitti per aizzarli contro l’antico nemico.

Pur così potente, l’impero che aveva in Cuzco la sua capitale, vede il suo tramonto dopo meno di un secolo ad opera di Pizarro, che trasforma Cajamarca nella più spagnola delle città peruviane.

Atahualpa indica il limite dell’oro con cui riempire la stanza del riscatto

L’uccisione di Atahualpa, ultimo imperatore Inca

È qui che le due culture si sono scontrate, ed è qui che l’ultimo imperatore Atahualpa è stato prima preso prigioniero, poi costretto a pagare un riscatto e infine assassinato con l’inganno nell’anno 1533.

Nella stanza del riscatto, il “cuarto del rescate” si vede ancora una linea rossa che indica il livello tracciato dall’Inca che si impegnò a raccogliere altrettanto oro e argento pur di ottenere la libertà. Atahualpa mantenne il suo impegno. Non altrettanto gli Spagnoli… Ma si sa, la storia viene scritta dai vincitori…

MERCOLEDI’ 17 APRILE Escursione ad anello in Vallesabbia, da Mura a Pertica Alta

da Mura, 690 m.

DISLIVELLO COMPLESSIVO : 820 m. – tempo totale ore 5,30 – diff. E

QUOTA MASSIMA: Corna di Mura, 1461 m.

PARTENZA: ore 7,30 dal parcheggio centro agricolo a Salo’.

acc. Rosalia Cerutti

info e iscrizioni cell. Cai Salo’ 338.3087081 – 0365.520101 (martedi’ dalle 20,30 alle 22)

Peru del Nord: Kuelap, la capitale del popolo delle nubi

Le strane sepolture del popolo Chachapoyas

Ricordando Machu Picchu…

Quinta puntata

Cruzpata è un villaggio sulle Ande a circa 3300 metri di altitudine, da dove proseguiamo a piedi per un trekking che costeggia la falesia di Carajilla, primo contatto con la cultura Chachapoyas, nata intorno all’anno 800 d.C. , e localizzata tra Cocachimba e la città amazzonica di Chachapoyas.

Confesso che l’idea di questo viaggio in Peru mi è venuta osservando foto di sepolture di questo incredibile popolo, definito anche “popolo delle nubi”, che costruiva case a pianta circolare e seppelliva i propri defunti in luoghi alti e irraggiungibili.

Qui scopriamo i sarcofaghi in argilla e legno dove venivano sistemati i cadaveri dei capi tribù, svuotati delle loro viscere e piazzati all’interno in posizione fetale o verticale.

I sarcofaghi venivano poi decorati con maschere che ricordavano l’aspetto del defunto ed esposti nelle cavità di un’alta falesia in posizione irraggiungibile per evitare future profanazioni, forse con l’aiuto di scivoli che poi venivano distrutti (… o avranno usato la discesa in corda doppia?).

Le spoglie mortali sono ancora al loro posto, poichè i locali hanno ferocemente difeso l’integrità del luogo, dopo che una spedizione di archeologi ha fatto precipitare nel vuoto uno dei sarcofaghi, distruggendolo.

Necropoli Chachapoyas: sarcofaghi di Karajill

 

 

Il viaggio per arrivare a Kuelap è stato più avventuroso del previsto: il programma prevedeva un tranquillo viaggio in autobus, teleferica e passeggiata finale per raggiungere i circa 3300 metri di altitudine della cittadella fortificata, ma lavori in corso sulla strada e la parziale chiusura della teleferica ci hanno costretto a provare il brivido dei percorsi alternativi in Peru.

Il nostro eccezionale autista ha scovato una strada alquanto stretta, ovviamente sterrata, dissestata e franosa, che dopo svariati chilometri ci ha portato quanto più in alto possibile, per poi proseguire a piedi.

Ma l’obiettivo era irrinunciabile: la capitale dei Chachapoyas è circondata da una poderosa cinta muraria, si erge sulla cima di una montagna alla cui base scorre il fiume Uctubamba e ci ha fatto ricordare la più conosciuta Machu Picchu, gioiello Inca. La bellezza del sito ci ha letteralmente incantato.

Qui il popolo delle nubi ha combattuto una feroce battaglia contro l’invasore Inca, e hanno dovuto alla fine soccombere dopo un lungo assedio (XV secolo d.C).

Kuelap, cittadella fortificata

Kuelap, capitale dei Chachapoyas

 

Trascorriamo il pomeriggio piovoso nel museo di Leymebamba, ad approfondire la conoscenza di questo ancora oggi misterioso popolo preincaico.

Ho trovato di particolare interesse i reperti rinvenuti nel sito di Laguna de los Condores in manufatti chiamati chullpas scoperti nel 1997 e portati a Leymebamba. (museo costruito grazie a un finanziamento del popolo austriaco).

Nonostante molte delle mummie siano finite nelle acque della laguna e definitivamente perse, qui ne sono custodite circa 200, rinvenute sia nei sarcofaghi sia nei villaggi in muratura miniaturizzati dipinti di motivi geometrici in bianco, giallo, rosso e nero, costruiti in grotte su alte e irraggiungibili scogliere.

Revash: necropoli in villaggi miniaturizzati

Revash: necropoli in villaggi miniaturizzati

La mummia che più mi intriga ha un colore verdastro e le fattezze del defunto ricordano il dipinto “l’urlo” di Monch. Domanda: chi ha copiato?

Ci sono feti mummificati e resti di sepolture secondarie. Ciò significa che il morto veniva recuperato dopo alcuni anni, ripulito e le ossa ridotte di numero.

Ciò che restava, le ossa lunghe e il teschio, veniva sepolto una seconda volta in modo definitivo nelle necropoli custodito in contenitori che riportavano l’effigie del morto stilizzata.

Leggenda vuole che le mummie abbiano lanciato una maledizione all’indirizzo dei pastori indigeni e dei tombaroli profanatori, che sono poi effettivamente morti di morte violenta…

Museo di Cajamarca: mummia di neonato

Museo di Leymebamba: seportura secondaria

Museo di Leymebamba: mummie provenienti da Laguna de los Condores

“L’urlo” di Munch