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Sentiero dei Tre Amici

Sentiero alpinistico dei Tre Amici.

Finalmente dopo tanto lavoro si è concluso il restyling del Sentiero dei Tre Amici. Voluto da tre amici, appunto, Italo Bazzani, Ettore “Giamba” Usardi e Narciso Usardi è stato rimesso in percorrenza per volontà del CAI di Salò grazie al contributo del Comune di Toscolano Maderno – Assessorato alla Turismo, Cultura e Sport . I lavori sono stati eseguiti dalla guida alpina Stefano Michelazzi, che ha sponsorizzato buona parte dei lavori cui va il nostro più sentito ringraziamento.

I lavori iniziati nel dicembre del 2019 sono stati ultimati a fine maggio (Covid permettendo), il 25 maggio 2020 il percorso è stato ispezionato da alcuni membri, guidati dalla vice-presidente Redinella Ligu (Lella) della Commissione Sentieri del CAI di Salò che accompagnati dalla guida alpina Stefano Michelazzi hanno constatato l’alta qualità dei lavori eseguiti. Nella circostanza hanno segnato il tracciato apponendo la segnaletica orizzontale classificando il sentiero con il numero 202B.

Il percorso è ora completamente agibile e fino al Belvedere è aperto a tutti, dal Belvedere in poi è consigliato solo agli escursionisti esperti e dopo il Corna del Sera si deve procedere in sicurezza con imbrago e casco, perché il tratto fino al Monte Pizzocolo è stato classificato EEA ovvero Escursionisti Esperti Attrezzati. Prima dell’attacco alla Corna del Sera è prevista una deviazione per gli escursionisti che non se la sentono di affrontare il percorso attrezzato. La deviazione si innesta sul sentiero che trasforma la famosa “Cresta Est” (di prossima ispezione CAI) in tratto escursionistico finale.

L’apertura del Sentiero dei Tre Amici è un tassello sulla consolidata volontà del Comune di Toscolano Maderno, nell’assessore Alessandro Comincioli e nell’amministrazione comunale tutta, di trasformare la catena Forametto-Marmera-Monte Spino-Pizzocolo in un grande parco alpinistico al servizio del turismo escursionistico. Turismo che apprezza le bellezze e le opportunità di svago del Parco Alto Garda Bresciano e che vede nella rete sentieristica, partendo dalla BVG, una grande opportunità di sviluppo e propagazione della Cultura della Montagna, anche in occasione della seconda edizione del Festival della Montagna, organizzato dalla dott.ssa Claudia Grottolo in collaborazione del CAI di Salò.

Un augurio a tutti di buona frequentazione della montagna.

Il presidente

Corrado Corradini

Segue la scheda di descrizione del Sentiero dei Tre Amici a cura della guida alpina Stefano Michelazzi.

“Sentiero alpinistico dei 3 amici”

Dedicato alla memoria dell’accademico Italo Bazzani

Primi salitori: Italo Bazzani, Ettore “Gianba” Usardi, Narciso Usardi Difficoltà: EEA/III°+

Dislivello circa 1000 m. Sviluppo molto lungo

Accesso:

dalla Località Persegno (cartelli indicatori 3 amici) raggiungibile percorrendo la Valle delle Camerate.

A fine strada presso una casa con sbarra si parcheggia.

Percorso:

Risalire lungo la strada agro-silvo-pastorale che affianca la casa (indicazioni) per entrare dopo pochi metri nel bosco .

Proseguire lungamente nel bosco seguendo ometti e bolli segnavia, arrivando ad un belvedere esposto sulla valle.

Da qui si segue in continuità, con difficoltà escursionistiche a tratti impegnative, il crinale che conduce verso la cresta sud della Corna del Sera, la bastionata rocciosa che immette nella cresta est del Monte Pizzocolo (a metà possibile deviazione su variante alpinistica difficile EEA 3°+).

Si segue la cresta superando alcuni passaggi più difficili, attrezzati con corde fisse (passamani), raggiungendo infine la cima della Corna del Sera collegata al Monte Pizzoccolo da una cresta ampia e divertente con panorami mozzafiato a 360° sul lago di Garda e sulla Vallesabbia.

Una cengia esposta ma non difficile (attrezzata) ed una successiva rampa discendente conducono nei pressi di una selletta la quale rappresenta il collegamento diretto con la parete est del Monte Pizzocolo,

Si seguono una serie di risalti parzialmente rocciosi che conducono ad una corda fissa la quale permette di superare la fascia rocciosa incombente giungendo ad un plateau a circa 60 metri dalla cima.

Una breve cengia seguita da un facile diedrino ed un ultimo passaggio strapiombante (tratti attrezzati) immettono sugli ultimi venti metri di percorso che lungo gradoni erbosi e rocciosi porta in vetta. (5-6 ore)

Discesa:

dalla cima si segue il sentiero che passa davanti al visibile bivacco “2 aceri” e conduce al Passo Spino. Dal passo lungo la trattorabile fino alla Località Archesane dove lungo la rotabile si rientra al parcheggio. (3-4 ore)

E’ prevista prossimamente l’apertura di una variante completamente escursionistica (EE+) che eviterà i tratti attrezzati e permetterà di raggiungere la cima senza alcuna difficoltà alpinistica.

RELAZIONE D’ATTREZZATURA E RESTYLING

La riattrezzatura e le variazioni al percorso originale, hanno impegnato circa 30 giornate di lavoro. Il percorso parte ora con una condizione ove vengono evitati quasi del tutto i tratti su terreno privato, entrando dopo pochissimo in zona demaniale.

La traccia risulta allargata (disbosco) e ben visibile, la segnaletica è composta da ometti di pietra e segnavia bianco/rosso, posizionati nei punti cardine.

Un cartello è stato posto al bivio tra percorso originale e variante centrale. Altri cartelli nei bivi. Variante centrale: tratto più impegnativo dedicato a persone capaci di percorrere tratti di arrampicata elementare. Il passaggio più difficile è stato valutato di 3° superiore ma la presenza costante e continua di corda fissa permette di superarlo anche aiutandosi esclusivamente con la stessa (EEA).

Diversi tratti del percorso originale hanno subito variazioni di rilievo con spostamento totale della vecchia traccia che non permetteva una fruizione fluida ed obbligava a volte a passaggi forzati tra piante difficilmente disboscabili, in quanto parte integrante del terreno che sarebbe rimasto gravemente indebolito non permettendo una progressione costante e nei limiti della sicurezza elementare.

Il tratto superiore che si immetteva in una conca prativa scivolosa e senza possibilità di posizionare ancoraggi atti a garantire una percorso almeno parzialmente protetto, è stato completamente cambiato, preferendo la zona rocciosa a sinistra dove sono stati attrezzati i passaggi più difficili, ripulito dalle poche piante, modellate le zolle erbose creando una serie di gradini che facilitano la progressione.

Le attrezzature utilizzate sono stati tasselli ad espansione tipo fix da 10 mm e 12 mm, con piastrine o golfari.

E’ stata utilizzata corda sia di tipo statico sia di tipo dinamico da 10,5 mm ed nei punti meno problematici da 9mm. (Totale 260 m lineari di corda).

La corda non metallica garantisce un assorbimento dinamico che evita shock traumatici alle attrezzature metalliche (ancoraggi e moschettoni), consentendo anche una progressione più “morbida“. La tensionatura delle corde è di tipo misto “all’italiana” ed ”alla francese” a seconda della condizione del terreno.

I tratti attrezzati del percorso originale sono stati rimossi ovunque onde evitare che vi siano errori di percorrenza e l’utilizzo di materiali obsoleti e poco consoni (cavetti da 3 e 4 mm).

CONTRIBUTI

Parte dei costi dell’opera per circa 1/4 dell’ammontare totale si deve al Comune di Toscolano Maderno tramite contributo devoluto alla Sezione di Salò del C.A.I., la quale ha girato lo stesso alla Guida Alpina Stefano Michelazzi .

I restanti 3/4 sono stati a totale carico della Guida Alpina Stefano Michelazzi.

Scheda Waymarked Trails:

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from Persegno (Toscolano Maderno)
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operator Comune di Toscolano Maderno
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source survey:CAI sez. di Salò
to Monte Pizzocolo (Toscolano Maderno)
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Traccia GPX; Traccia KML: clicca su qui, poi apri la finestra cliccando sul numero del sentiero e scarica.

 

Corrado Corradini

Le montagne hanno bisogno di noi…

Le montagne hanno bisogno di noi.. e noi di loro.

Con questo slogan il CAI Centrale ha interpellato il Primo Ministro Giuseppe Conte, lo ha fatto con una lettera di chiarimenti in merito alla situazione creatasi con l’apertura della Fase 2 Covid-19. Non mi sembra opportuno commentare ciò che è evidente a tutti i frequentatori della montagna, soprattutto a coloro che praticano escursioni a fini naturalistici o di manutenzione dei sentieri. La solitudine delle nostre iniziative è di per sé un’ottimo deterrente alle tribolazioni quotidiane della vita, figuriamoci in tempo di quarantena, ma tant’è…

Riporto la comunicazione del nostro presidente regionale Renato Aggio, email del 30/04/2020.

“Cari Presidenti, Reggenti, Socie e Soci

Con l’approssimarsi dell’entrata in vigore del DPCM 26 aprile che per certi versi alleggerisce il confinamento al quale siamo tenuti da alcune settimane, rimangono ancora dubbi in merito a cosa possiamo fare e quando con le nostre attività all’aperto.
Il nostro Presidente Generale, raccolto pareri e suggerimenti ha provveduto ad inviare una richiesta di chiarimenti al Presidente del Consiglio dei Ministri che di seguito vi giro e che è già stata pubblicata sugli strumenti comunicativi del CAI.
Siamo tutti ansiosi di riprendere le nostre attività e lo faremo, ma è ancor più importante pensare alla nostra salute e a quella dei nostri cari e del nostro prossimo.
Per questo vi invito a non  demordere e a una responsabile attesa dei chiarimenti che arriveranno.
In attesa vi auguro buona serata.”

Renato Aggio

Presidente

Club Alpino Italiano – Regione Lombardia

Di seguito la lettera del presidente generale avv. Vincenzo Torti.

Oggetto: Richiesta urgente di chiarimenti finalizzati alla corretta applicazione di alcune disposizioni del DPCM 26 aprile 2020

Ill.mo Signor Presidente, come Ella ben sa, il Club Alpino Italiano, Ente pubblico non economico a base associativa, fondato nel 1863, cui aderiscono 327.143 Soci, organizzati in 512 Sezioni e 313 sottosezioni, tra le quali il prestigioso Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, oltre ad essere la più numerosa Associazione di protezione ambientale riconosciuta, dispone di 327 rifugi alpini e cura la manutenzione di 65.000 chilometri di sentieri in tutto il territorio nazionale, idealmente unificato dal Sentiero Italia CAI.

Sino dalla adozione dei primi ed urgenti provvedimenti per fronteggiare la pandemia, il CAI e tutti i suoi Soci hanno temporaneamente sospeso il motto “Excelsior”, sostituendolo con quello “Le montagne sanno aspettare” ed astenendosi, così e doverosamente, da qualsiasi attività in montagna.

A distanza di oltre due mesi, non possiamo nasconderLe di aver coltivato la sincera aspettativa che, con l’avvio della cosiddetta, Fase 2, si riaprisse la possibilità, sia pure con l’adozione di tutte le modalità prescritte e dei dispositivi di protezione, fermi i divieti di assembramento ed il rispetto della territorialità, di ritornare a prenderci cura dei rifugi e dei sentieri di montagna, perché, adesso, “Le montagne hanno bisogno di noi” (e noi di loro).

Per questo, pur nella consapevolezza della oggettiva difficoltà di armonizzare le contrapposte esigenze di arginare, da un lato, la diffusione del Covid19 e di disciplinare con la dovuta gradualità, dall’altro, il riavvio delle attività economiche e della, altrettanto, rilevante ripresa di tutte le espressioni di libertà individuale, riteniamo urgente e necessario rivolgerLe la presente richiesta di chiarimenti in ordine ad alcune delle disposizioni contenute nel DPCM 26 aprile 2020.

Ciò affinché, non solo da parte dei Soci del CAI, ma di tutti i frequentatori della montagna e dei professionisti che vi operano, sia possibile darne corretta applicazione evitando che, a causa di interpretazioni territorialmente difformi, si possano determinare situazioni di criticità applicative, sia nelle condotte che nella connessa ottica sanzionatoria.

Questi, nello specifico, i chiarimenti richiesti:

1. Preso atto che “non è consentito svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto”, ma è consentito svolgere individualmente “attività sportiva o attività motoria” con l’unica prescrizione di una differenziata distanza di sicurezza interpersonale, si chiede se alpinismo ed escursionismo siano da considerare attività ludico/ricreative o sportivo/motorie e, in questo secondo caso, se i connessi trasferimenti in ambito regionale possano ritenersi, a tal fine, consentiti.

2. Posto che i rifugi alpini costituiscono strutture di accoglienza e presidi culturali e di soccorso in tutte le nostre montagne e prestano anche attività di ristorazione, si chiede se, in base a quanto previsto alla lettera aa), possano annoverarsi tra le attività cui è consentita la ristorazione con asporto, fermo il divieto di consumare i prodotti all’interno o di sostare nelle vicinanze, e se, in un’ottica di riapertura, possono essere raggiunti dal gestore/custode o dal delegato sezionale per effettuare i lavori di manutenzione.

3. La manutenzione di migliaia di chilometri di sentieri, oltre a consentirne la percorrenza in sicurezza da parte di milioni di utenti, svolge la duplice funzione di tutela e vigilanza da rischi idrogeologici e di assicurare una linea tagliafuoco in caso di incendi boschivi: si tratta di una attività che migliaia di volontari del CAI devono svolgere in modo continuativo, pena gli inevitabili smottamenti e l’invasione dovuta alla progressiva espansione degli habitat naturali. Si chiede se, stante la sua manifesta utilità sociale, si tratti di attività che dall’entrata in vigore del DPCM in oggetto sarà consentita. Qualora non lo fosse, si confida che la S. V. vorrà tenerne debitamente conto nel già previsto aggiornamento successivo.

4. Il precedente divieto di “spostarsi in un comune diverso” è stato rimosso e, sempre alla lettera a), è stato sostituito con il divieto di “spostarsi in una regione diversa”: si chiede se, sempre per i soli spostamenti consentiti, ciò possa avvenire nell’ambito dell’intero territorio regionale, così superandosi il limite comunale rimosso; in tale caso, si chiede, altresì, se il generico accesso a parchi, ville e giardini, fermi distanziamenti e divieti di assembramento, sia riferibile all’intero territorio regionale o se sussistano limiti più contenuti dei quali, però, non vi è indicazione nel DPCM.

Nel ringraziarLa anticipatamente per i chiarimenti che vorrà fornire in ordine ai quesiti formulati, colgo l’occasione per significarLe come il mondo di quanti hanno a cuore la montanità , che significa anche attenzione verso le popolazioni che nelle montagne fisiche vivono e devono essere invogliate a restare, si ponga costruttivamente in una posizione di fiducia per le scelte che verranno operate, auspicando la più sollecita ripresa di attività che, per le oggettive condizioni in cui si svolgono, sono tali da assicurare possibilità elevatissime di distanziamento e garantiscono, ad un tempo, la ripartenza economica di aree fragili e da tutelare ed il benessere psicofisico di milioni di frequentatori.

Con questo auspicio mi è gradito porgerLe i più cordiali saluti.

(Avv. Vincenzo Torti)

Presidente Generale Club Alpino Italiano

Corrado Corradini

Il rifugio Pirlo allo Spino riapre sabato 28 settembre con i nuovi gestori, Fabio e Roberta

Il rifugio Pirlo allo Spino cambia gestione.

I nuovi gestori apriranno sabato 28 settembre. E vi aspettano numerosi per la Festa della Montagna del 4-5-6 ottobre.

 

Bikers al rifugio Pirlo

Foto di Claudio Nadini

Divertimento e relax al rifugio Pirlo

Foto di Catuscia Livraghi

 

Tramonto presso Passo allo Spino

Foto di Alessandro Marinoni

 

Corrado Corradini

VENERDI’ 12 APRILE 2019 Convocazione Assemblea Ordinaria nella Sala dei Provveditori presso il Comune di Salo’

Convocazione Assemblea dei Soci del Club Alpino Italiano – Sezione di Salò, Venerdi’ 12 Aprile 2019.

A tutti gli associati.

È convocata l’assemblea ordinaria 2019 degli associati alla sezione di Salò del Club Alpino Italiano. La convocazione è valida per l’approvazione del Rendiconto finanziario annuale per l’esercizio 2018.

Ricordo che i soggetti (persone giuridiche) con proventi e ricavi annui inferiori a 100.000 Euro potranno redigere, in luogo dello Stato Patrimoniale e del Rendiconto Gestionale, un rendiconto finanziario predisposto secondo criteri di cassa cui dovrà essere allegato un prospetto sintetico delle attività patrimoniali in essere alla data di bilancio (Rendiconto degli incassi, dei pagamenti e Situazione Patrimoniale).

Ordine del giorno:

  • nomina del presidente dell’assemblea e del segretario
  • lettura e approvazione del bilancio
  • presentazione del workshop di avvicinamento all’arrampicata,
  • presentazione delle attività del gruppo escursionismo,
  • presentazione del progetto di valorizzazione dei percorsi avviato dall’Agriturismo Il Bagnolo e finanziato dalla Comunità Montana Parco Alto Garda tramite il GAL Garda Valsabbia,
  • presentazione del progetto sulla catalogazione della rete sentieristica per mezzo di OpenStreetMap, mappa liberamente modificabile dell’intero pianeta e del relativo sito di visualizzazione delle mappe CAI.

Augurando a tutti voi una buona continuazione delle attività sezionali vi aspetto all’assemblea ordinaria che si svolgerà:

in Prima convocazione giovedì 11-04-2019 alle ore 9.00 presso la sede sezionale in via G. Pascoli, 4. 25080 Salò.

In Seconda convocazione venerdì 12-04-2019 alle ore 20.30 presso Sala dei Provveditori del Municipio di Salò.

L’ingresso è riservato esclusivamente ai tesserati, chi non può partecipare ma intende avvalersi della delega può scaricare il file pdf e consegnare il modulo ad un altro tesserato. La delega vale per uno solo iscritto. Possono partecipare all’assemblea i tesserati in regola con il versamento della quota annuale.

Assemblea 2019

Il presidente
Corrado Corradini

 

Corrado Corradini

Sentiero Torti, a strapiombo sul lago di Garda

Sentiero Torti, tra cielo e lago.

Così vicino, così misterioso, il Sentiero Torti è una delle mete più affascinanti per gli escursionisti esperti che sanno andare in cordata, perché sul Sentiero Torti è obbligatorio andare in cordata!

Il tracciolino denominato Sentiero Torti – Foto di Corrado Corradini

Il sentiero è un tracciolino realizzato agli inizi del XX secolo che con molta probabilità serviva da ricognizione per verificare la fattibilità di una strada che collegasse Pregasina (Riva del Garda), in Trentino, a Limone, in provincia di Brescia. Progetto mai ultimato, ma ciò che resta è una delle opere artificiali più belle che l’uomo abbia realizzato sull’alto lago di Garda. L’opera si snoda seguendo l’orografia della scogliera, poco più stretto di un metro in alcuni punti non supera il metro e ottanta di altezza. Quindi il casco è assolutamente necessario, non solo per le eventuali capocciate ma anche per l’eventuale caduta di sassi.

Il Ponale visto dall’imbocco del Sentiero Torti – Foto di Corrado Corradini

Il nostro gruppo di quattro persone: Cristina Donini, Daniela Bhossart, Roberto Amadori (Roger), Corrado Corradini. Lasciata la macchina in una piazzola di sosta in prossimità delll’ex ristorante “La Trota”, poco prima di Riva del Garda, e avventurandosi sul sentiero Antica Via del Ponale che sale a Pregasina ci si avvia lentamente a guadagnare l’incrocio per imboccare il sentiero Torti.

Antica Via del Ponale – Foto di Roberto Salvadori.

La giornata è meravigliosamente splendente e tersa. Il blu del cielo fa da contrappunto al blu del lago ed il verde del bosco è al suo massimo splendore, i temporali notturni hanno spazzato via il biancore lattiginoso e tutto è terso. Scendiamo verso l’imbocco del sentiero e qualche timore serpeggia tra i pensieri ma, indossato l’imbraco, tutto svanisce.

Cristina apre la via e Roger assicura Daniela. – Foto di Corrado Corradini

Cristina apre il percorso assicurando Daniela che con molta cautela la segue. Roger è il capo della seconda cordata, lasciando Corrado al recupero dei rinvii. Procediamo con calma, il panorama è talmente bello che non vale la pena di affrettarsi, una giornata così è impagabile. Dietro di noi si stanno avvicinando due escursionisti che dopo poco ci raggiungono. Procedono senza corda e questo ci lascia alquanto perplessi. Ci chiedono aiuto e Roger li assicura alla nostra cordata, il gruppo cresce. Nel CAI non si lascia mai nessuno da solo.

Roger assicura i nuovi arrivati – Foto di Corrado Corradini

Proseguiamo con una cordata più lunga, ora siamo in sei: cordata a due, Cristina e Daniela; cordata a quattro i due ospiti (padre e figlia) Roger apre, i due di Vicenza in mezzo e Corrado recupera. In alcuni tratti lo spazio e veramente poco, il sentiero si restringe sempre di più, acqua e vento nel tempo hanno sbriciolato le parti più esposte e si procede molto lentamente. Là dove non si restringe si abbassa costringendoci a camminare curvi, ma il panorama è talmente suggestivo che vale la pena procedere con calma.

 

Il sentiero Torti in uno dei punti più bassi – Foto di Roberto Salvadori.

Ogni tanto Roger preso da raptus fotografico si sporge per cogliere la velocità dei windsurf che sfrecciano sotto di noi. Gli chiedo quanto è alto lo strapiombo e con la sua solita ironia mi dice: “Credo oltre i duecento metri”. Sotto di noi il lago, sopra di noi una gigantesca massa di roccia compatta. Ci godiamo questo momento di beata tranquillità e procediamo verso il punto più critico.

Windsurf sfrecciano verso Capo Reamol – Foto di Corrado Corradini.

Dopo uno stretto canalone arriviamo nel punto in cui il sentiero non esiste più, una frana ha portato via la traccia e dobbiamo affidarci al cordino di sicurezza. Cristina e Daniela passano per prime, noi osserviamo per capire come muoverci e dove mettere i piedi. Prima Roger, poi il padre della ragazza, la ragazza ed infine io, che oltre a capire come fare devo alche recuperare i rinvii. Roger mi suggerisce dove attaccare i moschettoni, dove mettere i piedi, come usare le mani… Allorchè con molta calma sbotto e gli dico di stare zitto! due manovre ed infine sono passato.

Roger assicura la cordata – Foto di Corrado Corradini.

Dopo questo passaggio il Sentiero Torti si allarga e la vegetazione è più fitta, scendiamo progressivamente e l’aria si fa più tiepida, il sole scaldando le rocce fa salire una corrente calda e avvolgente. Arriviamo all’incrocio del sentiero che porta a Pregasina, è ora di togliere l’imbrago e di rifocillarci, ritorniamo dalla strada statale passando per le gallerie, ogni tanto qualche windsurf si avvicina alla riva tentando di virare all’ultimo momento. Non a tutti riesce e il bagno è assicurato. Tra il vento del lago e i rumori del traffico delle gallerie Roger mi dice:”Ti offro la pizza… ma quella al taglio s’intende”.

Materiale: imbrago basso, casco, 7/8 rinvii, 30 m di corda.

Roberto Amadori (Roger)

Cristina Donini

Daniela Bhossart

Corrado Corradini

 

Corrado Corradini

Cuel Sant Grande, una ricerca fruttuosa

Cuel Sant Grande, la grotta dispersa nella wilderness della Valvestino.

Tre grandi amici e associati del CAI, Salò e Gavardo, si sono avventurati nella wilderness della Val di Vesta in Valvestino, ad ovest del lago salendo da Navazzo. Un percorso molto avventuroso in una delle zone più inaccessibile del Parco Alto Garda Bresciano.

Cuel Sant Grande. Traccia del percorso – Rilievo di Arialdo Goffi – CAI Salò

Riportiamo le parole della relazione scritta da Alberto Tonoli:

“Parcheggiamo la macchina presso il ristorante “Molino di Bollone” (m. 533) che riporta erroneamente l’altitudine di m. 650, si sà è meglio abbondare per i turisti. Sulla destra idrografica del fiume Toscolano inizia il sentiero contrassegnato col numero CAI 471. Il muretto trasversale indica che da ora in poi inizia il percorso interdetto a tutti i veicoli ed ai cavalli. Il sentiero si biforca a sinistra per raggiungere il lago, a destra per inoltrarci verso la wilderness.

Il percorso si snoda tra curve e saliscendi che seguono l’orografia della costa ripida che si affaccia sul lago alla nostra sinistra oltrepassando la Valle di Fassane, caratteristica per le sue cascate, e di passo in passo oltrepassiamo Ca’ di Rosane e Ca’ dell’Era. Qui ci fermiamo per rifocillarci, Ca’ dell’Era è un piccolo edificio trasformato in rifugio estemporaneo ad uso dei pescatori, che con le loro barchette attraversano il lago per praticare lo sport della pesca.

Una delle cascate di Val Fassane – foto Claudio Venturelli

Più avanti costeggiamo l’insenatura che ci porta all’interno della wilderness, sembra un fiordo con le acque verde cristallo che fanno da contrappunto al bosco ceduo che in alcuni tratti lascia il posto alle conifere. Il sentiero è ben visibile e percorribile, nonostante gli anni di abbandono e di mancata manutenzione. Inerpicandoci si arriva ad un bianchissimo ghiaione, lasciandoci definitivamente alle spalle il lago e le sue suggestioni.

Lago di Valvestino

Arrivati al bivio, che a sinistra porta a Vesta di Fondo e a destra per Vesta di Mezzo,  pochi metri dopo, sulla destra, scorgiamo un sentiero segnato da vecchi segnavia. Ci sembra la strada giusta, e circa quindici minuti dopo arriviamo al Cuel Sant Grand (m. 780). È una cavità formata da un’unica sala, estesa ma bassa. Il suolo è interamente ricoperto da una bella successione di vaschette che nella parte sinistra della cavità formano superfici di alcuni metri quadrati con una profondità di 20-25 cm. La sala è costellata da stalattiti tondeggianti con formazioni eccentriche ad anello. Ovunque è il suono dello stillicidio.

Cuel Sant Grande – foto di Claudio Venturelli

Tornati al bivio prendiamo il sentiero per Vesta di Mezzo contrassegnato dal numero 471, fino al prossimo incrocio che a sinistra indica 480 per Vesta di Mezzo e a sinistra 471 (var) sempre per Vesta di Mezzo. Prendiamo il 471, che si dimostra una scorciatoia non più usata, la segnatura è abbastanza evidente ma la traccia in alcuni punti è inesistente. Durante la salita un grosso cervo ci taglia la strada, è talmente veloce che non riusciamo a fotografarlo.

Sentiero 471, nel cuore della wilderness – Foto di Claudio Venturelli

Fioritura nei pressi di Vesta di Cima – Foto di Claudio Venturelli

Giunti a Vesta di Mezzo ci rifocilliamo e dalla presenza della strada per Vesta di Cima ci accorgiamo che stiamo uscendo dalla wilderness. Raggiungiamo il monte Pallotto che ci offre una vasta panoramica su tutta la Valvestino. Ci avviciniamo a Vesta di Cima e scorgiamo il bellissimo stagno in piena fioritura. raggiunto il bivio per Bollone imbocchiamo il 474, che all’inizio e ben segnato, poi per un lungo tratto si inoltra nel bosco senza segnavia evidenti. In prossimità di Bollone prendiamo la strada asfaltata che per 4 km ci porta a Molino di Bollone. Ora le gambe cominciano a risentire della lunghezza del percorso”.

Lunghezza del percorso: 24 km

Dislivello totale: 1100 m.

ore: 8

Alberto Tonoli

Claudio Venturelli

Alberto Boselli

 

 

Corrado Corradini

Eletto il nuovo Consiglio

Eletto il nuovo Consiglio della sezione di Salò del Club Alpino Italiano

Venerdì 23 marzo si è svolta l’assemblea annuale della sezione alla presenza del consiglio uscente. In una sala affollatissima è stato nominato presidente dell’assemblea Guido Bertoli che ha permesso il corretto svolgimento delle elezioni. Il presidente uscente Luca Pelizzari ha illustrato in breve i risultati ottenuti  ottenuti, soffermandosi sull’importanza del lavoro svolto al fine di valorizzare le montagne dell’entroterra gardesano. Il saluto di commiato si è trasformato nella narrazione delle gesta del bandito Zanzanù, a sottolineare come la terra del Garda bresciano è sempre stata teatro di gesta clamorose: il passaggio del lanzichenecchi sulle creste della Valvestino, la presenza di scrittori di fama internazionale come D.H. Lawrence e D’Annunzio, la repubblica sociale e i cinquecento anni di dominio della Serenissima Repubblica di Venezia.

In un clima di entusiasmo l’assemblea ha poi votato, consapevole dell’importanza delle scelte ha optato per un cospicuo ingresso della componente femminile, quattro elette su nove componenti: Peri Clara (già presente nella precedente tornata), Redinella Ligu (Lella), Donini Cristina, Sacco Emma. Gli altri eletti sono Tonoli Giovanni – riconfermato, Boselli Alberto – riconfermato, Gianni Pendezza – riconfermato, Eros Pomarè, Corrado Corradini.

Nella stessa serata sono stati eletti anche i revisori dei conti: Elena Torchiani – riconfermata, Luca Pelizzari e Arialdo Goffi.

Nella serata di lunedì 26 marzo si è svolta la prima convocazione del nuovo Consiglio Direttivo per l’elezione del presidente di sezione, alla presenza del presidente uscente Luca Palizzari per il passaggio delle consegne e presenti tutti i consiglieri si è proceduto alla votazione segreta, come prevede lo statuto: presidente Corrado Corradini, vice presidente Gianni Pendezza, segretario Eros Pomarè, tesoriera Clara Peri.

Si proceduto anche all’assegnazione degli incarichi per la gestione ordinaria della sezione. Alberto Boselli è stato nominato responsabile del rifugio G. Pirlo, di proprietà della sezione e dei rapporti con il gestore Associazione Operazione Mato Grosso, per il calendario delle escursioni la nomina è stata assegnata a Emma Sacco, la gestione della sede è di competenza di Redinella Ligu, per le attrezzature e l’automezzo fuoristrada è stato nominato Giovanni Tonoli.

 

Corrado Corradini

Assemblea soci 2018

Assemblea soci 2018 per il rinnovo delle cariche sociali

Venerdì 23 marzo dalle ore 20.30 alle 23.00 e sabato 24 marzo dalle ore 9.00 alle ore 12.00 si svolgeranno le elezioni per il rinnovo delle cariche sociali del consiglio direttivo e del presidente.

Possono votare tutti i soci in regola con il tesseramento 2017 ed i nuovi soci 2018. I soci che sono intenzionati a candidarsi nel Consiglio Direttivo della sezione devono far pervenire in sede l’apposita scheda compilata entro venerdì 16 marzo. La scheda si può ritirare presso la sede in via G. Pascoli 4, Salò, tutti i venerdì dalle ore 20.30 alle 22.30.

A seguire la lettera di commiato del presidente uscente Luca Pelizzari:

“Cari soci e socie

Il prossimo 23 marzo si svolgerà l’Assemblea Sociale con il rinnovo del Consiglio Direttivo della sezione. Si conclude così il mio mandato triennale che, sommato al precedente mandato, mi ha tenuto alla guida della sezione per sei anni, il massimo consentito dallo statuto. Decado giustamente per le regole che ci siamo dati e felice di lasciare posto a nuove idee ed energie.

Ritengo che questi sei anni possano presentare un bilancio positivo per la sezione e non solo in termini economici (abbiamo iniziato con 11 mila euro a bilancio ed ora sono 25 mila), ma anche per come essa è “cresciuta”. Non per merito mio, sia chiaro, ma perché ognuno ha potuto partecipare e contribuire con proprie idee ed iniziative. I giorni di apertura della sede sono tornati ad animarsi e la frequentazione dei soci è cresciuta. Talmente tante le serate a tema svolte sugli argomenti più disparati che rinuncio a ricordarle.

Il rifugio, croce e delizia della sezione, è stato in parte ristrutturato ed affidato all’Associazione Mato Grosso che lo gestisce dal 2013 senza fini di lucro.

Credo di avere avuto, come presidente, un ruolo discreto e soprattutto attento a non prevaricare gli altri, ed ho sempre riconosciuto l’importante funzione del consiglio. Probabilmente su un tema sono stato insistente e non solo per le responsabilità che mi competono: la sicurezza in montagna.

Gradualmente abbiamo introdotto l’assicurazione per i non soci e l’obbligo delle dotazioni di sicurezza necessarie per le escursioni: ARTVA, pala e sonda per le escursioni su neve, dotazioni tecniche per ghiaccio e roccia. Possiamo dire che le gite si svolgono in condizioni di ragionevoli margini di sicurezza.

Ho costruito, aiutato anche da alcuni soci, un rapporto di collaborazione con i comuni del Parco Alto Garda, e con altri enti o associazioni per l’ambizioso progetto di ridisegnare la sentieristica, sia per dare al C.A.I. il giusto ruolo in un contesto comprensoriale.

È il momento quindi di esprimere un caloroso ringraziamento a quanti, sia consiglieri che soci, hanno lavorato per dare lustro alla nostra sezione. Formulo un augurio di buon lavoro a chi mi succederà raccomandando la politica dei piccoli passi che è sempre proficua e l’invito a comprendere sempre le ragioni degli altri. Sono certo che sia la ricetta migliore per portare la sezione a ‘scalare’ vette ancora più ambiziose”.

Il Presidente

Luca Pelizzari

Salò, febbraio 2018

 

Corrado Corradini

Cambio della numerazione dei sentieri

sentieri: Nuova numerazione NEL Parco Alto Garda Bresciano

E’ in corso la variazione della numerazione dei sentieri del Parco Alto Garda Bresciano.

Da oltre due anni la Commissione per la Sentieristica della nostra sezione sta lavorando per rendere più leggibile la cartografia dei sentieri che percorrono le montagne e le valli del Garda Bresciano.

sentieri e bandierine segnavia

Dalla vecchia numerazione alla nuova

Un lavoro imponente che ha visto impegnate molte persone amanti dei percorsi turistici ed escursionistici sempre più frequentate dai turisti italiani e stranieri.

La zona interessata parte dai confini del Comune di Salò ed arriva fino ai confini con il Trentino, con oltre centocinquanta tra percorsi e sentieri; due sono i settori interessati e portano i numeri 1 e 2.

Il Settore 1 comprende i territori dei comuni di Limone e Tremosine e tutti i percorsi avranno una numerazione a base 100;

il Settore 2 comprende i comuni di Magasa, Valvestino, Tignale, Gargnano, Toscolano-Maderno, Gardone Riviera, Salò e parte del Comune di Vobarno, lato est della valle del Torrente Agna. I percorsi del Settore 2 avranno una numerazione a base 200.

Tutti i numeri a base binaria, cioè da 1 a 99 saranno sostituiti e l’aggiornamento in tempo reale è possibile vederlo sul sito hiking.waymarkedtrial.org

La numerazione sarà ultimata sul sito entro fine aprile. Al momento stiamo lavorando sulla parte che circonda il Rifugio Pirlo. Il lavoro di rinumerazione dei sentieri attorno al rifugio ha visto impegnati sia i volontari della nostra sezione sia enti pubblici come i comuni di Toscolano Maderno, Gardone Riviera, Vobarno, ERSAF.

Rifugio G. Pirlo
Percorso vecchio numero nuovo numero
 Colomber – Passo Spino  1  201
 Archesane – Passo Spino  2  202B
 Le Camerate – passo Fobbiola  2  202
 Passo Spino – Passo Cavallino della Fobbia  3  280
 Gardoncello – Marmera – Monte Spino  4  287
 Val di Collio – Gardoncello  4  288B
 Passo Spino – Monte Pizzocolo  5  287
 Toscolano-Maderno – Sanico – Pirello  6  206
 Cecino – Passo Fobbiola  7  279
Colomber – Pirello – Passo Spino 8 280
 Collio – Ruer de la Saetta  9  209
 Ruer de la Saetta – Rifugio Pirlo  9  288
Campei de Sima – Monte Zingla 10 285
Ortello – Le Prade 11 211
Dosso Corpaglione – Monte Zingla 12 281
Buelino – Cascina Calavria – Bolzone 13 213
Selva (via Serniga) – Selva Alta 14 214
Bagnolo – Cascina Trat 15 215
Renzano – Bagnolo 16 216
Salò – San Bartolomeo – San Michele 17 217
San Michele – Magnico 18 217
Magnico – Sasso (Senter del Luf) 19 217
Segrane (Gaino) – Navazzo 20 220
Navazzo – Castello di Gaino 20 203

Per i restanti numeri da 221 a 299 l’aggiornamento sarà presto disponibile.

Ricordiamo che la numerazione con l’aggiornamento della segnaletica è ancora in atto e ci vorranno alcuni mesi prima che sia ultimata. La segnaletica che troverete sui percorsi è ancora quella vecchia e in alcuni casi (zona Pizzocolo e valle di San Michele) è già stata cambiata. I luoghi di destinazione sono sempre ben visibili sulle frecce e non c’è modo di sbagliare.

Un ringraziamento va all’ERSAF per la gentile collaborazione per la zona del Parco del Prato della Noce e ai comuni di Toscolano-Maderno, Gardone Riviera, Tremosine e Vobarno per averci seguito ed avere ascoltato le nostre raccomandazioni. In particolar modo al Comune di Vobarno per la donazione in attrezzature per la creazione del Sentiero Cristoforo Campanardi: ex 499 attuali 288 e 289.

Grazie e presto le ulteriori info di aggiornamento.

Corrado Corradini