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APERTURA RIFUGIO PIRLO ALLO SPINO a Pasqua, Pasquetta, 25 aprile e 1 maggio

Il Rifugio Pirlo allo Spino sara’ aperto tutte le festivita’ compreso Pasqua, PASQUETTA, 25 aprile e 1 maggio.
Per prenotazioni tel. rifugio 0365.651177 (solo nei giorni di apertura: dal 20 al 22, dal 24 al 28 aprile e 1 maggio)
Per informazioni cell. Cai Salo’ 338.3087081

Peru del Nord: da una cordigliera all’altra

Cajamarca e la morte dell’ultimo imperatore Inca

Percorso da brividi

Sesta puntata
Domenica dedicata ad un nuovo attraversamento delle due catene della Cordigliera, da Est a Ovest su strada da brividi, stretta, in parte in terra battuta e in vari punti su fondo di fango, che serpeggia su per la montagna costeggiando burroni avvolti nella nebbia, da cui ogni tanto emergono esseri umani e animali che anche in questo habitat estremo sono riusciti a ritagliarsi un minimo di spazio vitale.

Gli incroci di veicoli sono estremamente problematici e guardare dalla parte dello strapiombo mi mette le vertigini;  mi consola che, partendo presto, sarà improbabile incontrare qualcuno proveniente dalla parte opposta.

Peru: pendici della cordigliera occidentale

Peru: pendici della cordigliera orientale

Ogni tanto qualche tratto franato ci obbliga ad evitare mucchi di detriti a monte della strada e a guardare con un po’ di preoccupazione a valle, dove ampie voragini si aprono a poca distanza dalle gomme del nostro pulmino.

Quando la nebbia si dirada i panorami sono mozzafiato. Dopo il passo Calle Calle, in alcuni punti si intravede il fondo valle con le larghe anse del fiume Maranon, dal colore del fango e gonfio per le recenti piogge.

 

Il viaggio ci ha portato da Leymebamba a Cajamarca attraversando prima la cordigliera Orientale e poi quella Occidentale, scendendo nella valle che divide le due catene a Balzas, dove il caldo torrido é intorno ai 35 gradi e affrontando due passi rispettivamente di 3600 e 3126 metri di altitudine , non senza avere sostato per un trekking al sito Kuntur Wasi (“la casa del condor” in quechua).

Sito di Kuntur Wasi: la clessidra

Sito di Kuntur Wasi: stele cerimoniale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cajamarca é stata una delle città più importanti dell’impero Inca.

L’origine del clan Inca si perde nel tempo: quello che è certo è che Pachacuti nel 1463 dà inizio a una monarchia assoluta e teocratica.

Con questo condottiero il Tauhantinsuyu (che significa “i quattro quarti insieme”, a indicare la vastità dei territori dove le culture preincaiche sono state sottomesse) diventa un impero che occupa gran parte dell’America meridionale.

Vengono costruiti templi dedicati a Inti, il dio sole, per legare spiritualmente i popoli battuti, fortezze a difesa del territorio, palazzi, una rete viaria adatta a comunicare in tempi brevi e un sistema di irrigazione efficiente per la produzione agricola: in breve, una perfetta macchina di conquista e di potere.

Gli Incas hanno sottomesso i popoli che li hanno preceduti, ma gli Spagnoli si sono serviti degli sconfitti per aizzarli contro l’antico nemico.

Pur così potente, l’impero che aveva in Cuzco la sua capitale, vede il suo tramonto dopo meno di un secolo ad opera di Pizarro, che trasforma Cajamarca nella più spagnola delle città peruviane.

Atahualpa indica il limite dell’oro con cui riempire la stanza del riscatto

L’uccisione di Atahualpa, ultimo imperatore Inca

È qui che le due culture si sono scontrate, ed è qui che l’ultimo imperatore Atahualpa è stato prima preso prigioniero, poi costretto a pagare un riscatto e infine assassinato con l’inganno nell’anno 1533.

Nella stanza del riscatto, il “cuarto del rescate” si vede ancora una linea rossa che indica il livello tracciato dall’Inca che si impegnò a raccogliere altrettanto oro e argento pur di ottenere la libertà. Atahualpa mantenne il suo impegno. Non altrettanto gli Spagnoli… Ma si sa, la storia viene scritta dai vincitori…

MERCOLEDI’ 17 APRILE Escursione ad anello in Vallesabbia, da Mura a Pertica Alta

da Mura, 690 m.

DISLIVELLO COMPLESSIVO : 820 m. – tempo totale ore 5,30 – diff. E

QUOTA MASSIMA: Corna di Mura, 1461 m.

PARTENZA: ore 7,30 dal parcheggio centro agricolo a Salo’.

acc. Rosalia Cerutti

info e iscrizioni cell. Cai Salo’ 338.3087081 – 0365.520101 (martedi’ dalle 20,30 alle 22)

MARTEDI’ 16 APRILE ore 20,30 in sede, serata di presentazione Corso Base di Escursionismo

Martedi’ 16 aprile ore 20,30 in sede,

serata di presentazione del Corso Base di Escursionismo che si terra’ dal 29 aprile al 9 giugno.

Info e iscrizione cell Cai Salo’ 338.3087081

 

GIOVEDI’ 11 APRILE ore 20,30 in Biblioteca a Salo’ incontro con l’autore SERGIO BOEM accompagnato dal Coro San Matteo di Villanuova

Giovedi’ 11 aprile alle ore 20,30

nell’ auditorium della Biblioteca di Salo’, in via Leonesio 4.

Quinta serata del ciclo:

“il libro incontra la montagna”

Una serata con lo scrittore SERGIO BOEM

che presente il libro TRA LA PIEGHE DI UNA VITA

Il tenente Ingravalle e i dimenticati uomini del “Valcamonica”.

Il Grappa, il Tonale e la Venezia Giulia.

 

Ingresso libero

info Cai Salo’ 338.3087081 – Biblioteca 0365.20338

Peru del Nord: Kuelap, la capitale del popolo delle nubi

Le strane sepolture del popolo Chachapoyas

Ricordando Machu Picchu…

Quinta puntata

Cruzpata è un villaggio sulle Ande a circa 3300 metri di altitudine, da dove proseguiamo a piedi per un trekking che costeggia la falesia di Carajilla, primo contatto con la cultura Chachapoyas, nata intorno all’anno 800 d.C. , e localizzata tra Cocachimba e la città amazzonica di Chachapoyas.

Confesso che l’idea di questo viaggio in Peru mi è venuta osservando foto di sepolture di questo incredibile popolo, definito anche “popolo delle nubi”, che costruiva case a pianta circolare e seppelliva i propri defunti in luoghi alti e irraggiungibili.

Qui scopriamo i sarcofaghi in argilla e legno dove venivano sistemati i cadaveri dei capi tribù, svuotati delle loro viscere e piazzati all’interno in posizione fetale o verticale.

I sarcofaghi venivano poi decorati con maschere che ricordavano l’aspetto del defunto ed esposti nelle cavità di un’alta falesia in posizione irraggiungibile per evitare future profanazioni, forse con l’aiuto di scivoli che poi venivano distrutti (… o avranno usato la discesa in corda doppia?).

Le spoglie mortali sono ancora al loro posto, poichè i locali hanno ferocemente difeso l’integrità del luogo, dopo che una spedizione di archeologi ha fatto precipitare nel vuoto uno dei sarcofaghi, distruggendolo.

Necropoli Chachapoyas: sarcofaghi di Karajill

 

 

Il viaggio per arrivare a Kuelap è stato più avventuroso del previsto: il programma prevedeva un tranquillo viaggio in autobus, teleferica e passeggiata finale per raggiungere i circa 3300 metri di altitudine della cittadella fortificata, ma lavori in corso sulla strada e la parziale chiusura della teleferica ci hanno costretto a provare il brivido dei percorsi alternativi in Peru.

Il nostro eccezionale autista ha scovato una strada alquanto stretta, ovviamente sterrata, dissestata e franosa, che dopo svariati chilometri ci ha portato quanto più in alto possibile, per poi proseguire a piedi.

Ma l’obiettivo era irrinunciabile: la capitale dei Chachapoyas è circondata da una poderosa cinta muraria, si erge sulla cima di una montagna alla cui base scorre il fiume Uctubamba e ci ha fatto ricordare la più conosciuta Machu Picchu, gioiello Inca. La bellezza del sito ci ha letteralmente incantato.

Qui il popolo delle nubi ha combattuto una feroce battaglia contro l’invasore Inca, e hanno dovuto alla fine soccombere dopo un lungo assedio (XV secolo d.C).

Kuelap, cittadella fortificata

Kuelap, capitale dei Chachapoyas

 

Trascorriamo il pomeriggio piovoso nel museo di Leymebamba, ad approfondire la conoscenza di questo ancora oggi misterioso popolo preincaico.

Ho trovato di particolare interesse i reperti rinvenuti nel sito di Laguna de los Condores in manufatti chiamati chullpas scoperti nel 1997 e portati a Leymebamba. (museo costruito grazie a un finanziamento del popolo austriaco).

Nonostante molte delle mummie siano finite nelle acque della laguna e definitivamente perse, qui ne sono custodite circa 200, rinvenute sia nei sarcofaghi sia nei villaggi in muratura miniaturizzati dipinti di motivi geometrici in bianco, giallo, rosso e nero, costruiti in grotte su alte e irraggiungibili scogliere.

Revash: necropoli in villaggi miniaturizzati

Revash: necropoli in villaggi miniaturizzati

La mummia che più mi intriga ha un colore verdastro e le fattezze del defunto ricordano il dipinto “l’urlo” di Monch. Domanda: chi ha copiato?

Ci sono feti mummificati e resti di sepolture secondarie. Ciò significa che il morto veniva recuperato dopo alcuni anni, ripulito e le ossa ridotte di numero.

Ciò che restava, le ossa lunghe e il teschio, veniva sepolto una seconda volta in modo definitivo nelle necropoli custodito in contenitori che riportavano l’effigie del morto stilizzata.

Leggenda vuole che le mummie abbiano lanciato una maledizione all’indirizzo dei pastori indigeni e dei tombaroli profanatori, che sono poi effettivamente morti di morte violenta…

Museo di Cajamarca: mummia di neonato

Museo di Leymebamba: seportura secondaria

Museo di Leymebamba: mummie provenienti da Laguna de los Condores

“L’urlo” di Munch

DOMENICA 7 APRILE, FESTA DI PRIMAVERA a Briano di Gargnano

Festa di primavera

alla baita degli Alpini di Briano di Gargnano!

Aperitivo, pane e salamine, dolci a volonta’. Camminate sulla vicina Cima Comer e Monte Denervo. Partecipazione libera a tutti, anche famiglie.

Ritrovo ore 9 a Salo’ oppure salire direttamente a Briano entro mezzogiorno. Si puo’ parcheggiare sotto la baita. Obbligatoria la prenotazione al pranzo entro venerdi’ 5 sera.

Info e iscrizioni al pranzo al cell Cai Salo’ 338.3087081 o 0365.520101 (ven. 20,30-22)

Peru del Nord un assaggio di Amazzonia peruviana

Dal Pacifico all’Amazzonia

Tra una cordigliera e l’altra… 

Quarta puntata

Per noi europei andare verso Nord significa andare al freddo, per un peruviano, invece, andare a Nord vuol dire andare verso l’equatore, e cioè sempre più al caldo.
Dal Pacifico all’Amazzonia. Un lungo viaggio di oltre 450 chilometri ci porta ad attraversare le Ande in un punto a nord di Chiclayo dove la catena è meno elevata. Da un passo a circa 2200 metri di altitudine si scende verso la regione Amazonas, dove si trova anche la località più calda del Peru.

Un tratto del Maranon nel Peru amazzonico

 

Sembra che all’epoca della conquista spagnola, Francisco de Orellana, inviato da Pizarro alla ricerca dell’Eldorado e del  “paese della cannella”, abbia visto e combattuto contro indigeni con capelli lunghi e li abbia scambiati per donne guerriere: da qui il nome amazzoni.

Dal punto di vista geografico i fiumi che dalla linea di spartiacque corrono verso Est sono più lenti ma ben più lunghi di quelli che si gettano nel Pacifico.

Noi seguiamo per un buon tratto il corso del Maranon, che, dopo essersi unito all’Uctubamba, confluisce nel rio delle Amazzoni e percorriamo la sua fertilissima valle fino a risalire infine verso Cocachimba.

Risaie lungo il fiume Maranon

 

Coltivazione del riso lungo il Maranon

Sul percorso troviamo dapprima un panorama arido in corrispondenza dei contrafforti sul Pacifico, poi, scendendo nella valle tra le due cordigliere,   la strada, a causa di recenti violenti acquazzoni, è spesso interrotta da frane e cadute di grossi massi; infine il panorama si fa più ampio e il terreno sempre più coltivato.

In basso, nella valle del Maranon,  la vegetazione infittisce, gli alberi sono di un verde incredibilmente brillante e molto alti.

Qui si fanno crescere i manghi non per raccoglierne i frutti ma per nascondere le coltivazioni di coca, con annessi laboratori illegali, trafficanti per il mercato nero e personale esperto nel tagliare e preparare il prodotto finale (nel gergo dei cocaleros  i “cuochi” sono coloro che confezionano le partite di stupefacenti e “cucina” è il laboratorio…).

Tutto ciò anche se in Peru esistono piantagioni legali, ma il prezzo della coca stabilito dal governo è basso, e quindi non appetibile.

Niente foto delle coltivazioni: meglio non finire “pizzicati”…

Risaie nella valle del Maranon

Naturalmente ci sono ampi appezzamenti dedicati agli alberi da frutto e soprattutto al riso.

Ci ha colpito la velocità con cui i peruviani, pagati a cottimo, piantavano per ore e ore il riso nel terreno allagato e la furia con cui si sono avventati sul camioncino che distribuiva i mazzi di piantine per non perdere neanche un minuto prezioso, a schiena curva per ore immersi nel fango e preda delle zanzare

A Cocachimba la finestra della nostra camera si apre di fronte alle cascate di Gocta, tra le più alte del mondo: si tratta di un emozionante salto di 771 metri, da sempre noto agli indigeni, per i quali è una semplice manifestazione della natura, ma scoperto da un tedesco solo nel 2002.

Da allora è diventato un’attrazione. Nemmeno noi possiamo sottrarci a un trekking in direzione delle cascate, in un ambiente di foresta pluviale, piuttosto umido, dove le tonalità del verde sono innumerevoli e il colore dei fiori è intenso e acceso.

Regione Amazonas: lussureggiante vegetazione equatoriale

Regione Amazonas: cascate Gocta a Cocachimba

 

 

 

 

 

 

DOMENICA 31 MARZO Escursione sulla Bassa Via del Garda, tratto da Salo’ a Toscolano

da Salo’, parcheggio Centro Agricolo Gardesano.

DISLIVELLO COMPLESSIVO: 370 m. – tempo totale ore 5,30 – diff. E.

PARTENZA: ore 8,30 dal parcheggio Centro Agricolo di Salo’ in via Pozzo.

ARRIVO: Valle delle Cartiere a Toscolano. Rientro in pullmann o battello da Maderno.

Partecipazione libera a tutti.

acc. Rosalia Cerutti e Simone Frignani

info e iscrizioni cell. Cai Salo’ 338.3087081

DOMENICA 24 MARZO – Escursione sul Monte Brosa, da Tremosine

” LA GUERRA SUL TETTO”

da Fornaci di Tremosine.

DISLIVELLO COMPLESSIVO: 600 m. – tempo totale ore 5 – diff. E.

PARTENZA: ore 7,30 dal parcheggio centro agricolo a Salo’.

Partecipazione libera a tutti.

acc. Luca Agosti e Luca Zavanella di “Forti del Garda.it”

Info e iscrizioni cell. Cai Salo’ 338.3087081